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Chi mi spiega il talento? Sono tantissimi i fattori che influiscono sul suo sviluppo.



La rubrica curata da Diego Salvamano in questa quarta puntata spiega che il percorso per la manifestazione del talento è intricato ed è fatto di molti errori. Imparare dagli errori, rialzarsi, superarli con grande motivazione è una delle strade da percorrere. Ecco come entra in gioco l’apprendimento, fattore centrale tra quelli che influenzano il talento.


Prosegue la nostra rubrica nonostante siano cambiate molte cose dall’ultima puntata. Ritengo doveroso esprimere il mio pensiero in merito, che è poi fortunatamente il pensiero di tanti; stiamo a casa! Non è uno scherzo questo, non possiamo giocare con la nostra salute e con la salute degli altri; stiamo a casa! Non è facile, è più bello uscire con queste belle giornate, non ci capita mai di avere così tanto tempo libero e non uscire è proprio un peccato… NO, stiamo a casa, tutti, senza distinzione. Vediamo positivo, inutile buttarsi giù, il calcio ci può aiutare tanto, però seguiamo le regole. Un pensiero ai tanti colleghi di altre provincie e regioni che questa lotta la stanno facendo in prima persona e che stanno guardando negli occhi questo maledetto virus. Sono con voi, siamo con voi, tutti insieme ne usciremo. Riassaporare il profumo dell’erba di un campo da calcio, il rumore della palla che corre veloce sul tappeto verde… sarà fantastico!

Entriamo nello specifico, parliamo di TALENTO.

Ne parliamo anche perché ho avuto modo di ricevere delle ottime nozioni in più dal nostro staff tecnico nazionale dei Centri Federali Territoriali, il quale mette davanti a tutto la formazione di tutti i tecnici del territorio.

Non voglio con questo articolo definire il significato di TALENTO, il luogo dove ci addentriamo è molto intricato e riuscire ad uscirne lucidi non sarà facile.

Partiamo, per semplicità, dalla bibliografia che non è univoca nel definire il talento; la più famosa (Wikipedia) lo definisce così:


Talento – antica unità di misura

Talento attico – unità di misura utilizzata nell'antica Atene

Parabola dei Talenti – parabola di Gesù.

Talento - dote naturalmente posseduta, più profonda di un'attitudine.

Fiat Talento – furgone della FIAT

Talenti – quartiere di Roma

Talento – categoria di Spumante Italiano

Talento – album di Briga del 2016

Sicuramente la definizione che più ci interessa nello sport è: dote naturalmente posseduta, più profonda di un'attitudine. Ma anche rileggendola, non ci chiarisce alcuni aspetti importanti tipo: cos’è una dote? La posseggo sempre? Quando si manifesta?


Proviamo quindi a chiarire alcune cose.

La prima cosa da dire sicuramente è che il talento è MULTIFATTORIALE, cioè sono tantissimi i fattori che influiscono sul suo sviluppo e che ne influenzano la manifestazione. Dobbiamo tenere conto di tre differenti livelli:

1 - Il livello personale dell’atleta, che comprende tutti i fattori fisici, cognitivi ed affettivi.

2 - Il livello interpersonale dell’atleta, che comprende la famiglia e l’ambiente sociale che lo coinvolge direttamente ed indirettamente (ad esempio amici, allenatore, parenti, ecc.).

3 - Il livello transpersonale dell’atleta, che comprende tutti i fattori che vanno oltre ai livelli personale e interpersonale: comprende quindi il lato spirituale dell’atleta come ad esempio la fede.


Questi tre livelli si influenzano a vicenda, con ripercussioni sulla performance dell’atleta che possono essere quindi positive o negative.

La seconda cosa, importantissima da capire, è che il percorso per la manifestazione del proprio talento è intricato ed è fatto di molti errori. Imparare dagli errori, rialzarsi, superarli con grande motivazione è una delle strade da percorrere. Ecco che entra in gioco l’apprendimento, fattore centrale tra quelli che influenzano il talento. Dobbiamo necessariamente tenerne conto.

L’ APPRENDIMENTO MOTORIO viene definito come un insieme di processi associati con l’esercizio o l’esperienza, che determinano un cambiamento relativamente permanente nella prestazione o nelle potenzialità di comportamento. (Schmidt, Lee, 2014).

Di conseguenza dobbiamo fare chiarezza sulla PRESTAZIONE, che viene definita come un comportamento osservabile in un dato momento, ancora temporaneo e influenzabile da fattori come fatica e motivazione. (Insegnare per allenare, 2016).


Sono quattro le caratteristiche della prestazione che indicano apprendimento e sono:

- Miglioramento: dopo un certo tempo l’abilità è eseguita in modo più corretto rispetto ad una fase iniziale, ossia si avvicina maggiormente al gesto richiesto. (Insegnare per allenare, 2016).

- Costanza: man mano che procedono le esercitazioni, l’esecuzione si fa più costante, con prestazioni simili. Un termine collegato a tale concetto è stabilità. Quando un nuovo comportamento è acquisito non viene facilmente modificato da piccole variazioni di caratteristiche personali (ad es. fatica) o condizioni ambientali. (Insegnare per allenare, 2016).

- Persistenza: ovvero la migliorata capacità di prestazione si mantiene per periodi di tempo sempre più lunghi e diviene relativamente permanente. (Insegnare per allenare, 2016).

- Adattabilità: l’abilità viene svolta con successo sempre maggiore anche quando si modifica la situazione. (Insegnare per allenare, 2016).

Provo a portarvi un esempio delle quattro caratteristiche appena descritte, incontrando uno sport che trovo appassionante ma che non conosco, ed è completamente diverso dal nostro: il tiro con l’arco.


Se non avete mai tirato con l’arco, probabilmente le prime volte la vostra freccia non colpirà nemmeno il paglione; se continuate ad allenarvi e a tirare frecce, piano piano colpirete sempre il paglione – MIGLIORAMENTO. Se mi avvicino spesso al cerchio rosso del paglione con tutte le frecce che scocco, significa che sono costante (COSTANZA) e indicativamente vuol dire che c’è apprendimento. In una giornata di allenamento posso fare sempre centro, ma non è detto che se ci riprovo dopo una settimana il risultato sia sempre lo stesso; se il miglioramento è costante nel tempo e si ripete in tempi e momenti diversi, allora significa che c’è apprendimento (PERSISTENZA). Se mi sono sempre allenato tirando le mie frecce sul paglione ed un giorno mi giro e con il mio arco colpisco la mela che c’è sull’albero alle mie spalle, significa che sono stato bravo ad adattarmi alla situazione (ADATTABILITÀ).


Per concludere, a differenza della prestazione momentanea, i cambiamenti che l’apprendimento determina sono alquanto stabili ed irreversibili. Quindi possiamo dire che il proprio talento lo si può manifestare solo dopo un lungo percorso e solo quando avrò prestazioni in età evoluta.

Ecco perché, piuttosto che passare il tempo a capire chi sono i ragazzi che hanno talento, facciamo in modo che il nostro ambiente di lavoro sia tale per cui il talento sia inevitabile e si possa manifestare; ambienti con fiducia, ambienti senza giudizio, ambienti in cui dare il 100% sempre!

Speriamo di avervi dato alcune informazioni per affrontare con maggior serenità le prestazioni dei Vostri ragazzi, sia che siate allenatori, dirigenti e/o genitori, sappiate che le loro prestazioni saranno piene di errori e fallimenti. Senza questi ultimi, non potranno apprendere e non potranno manifestare il proprio talento, QUALUNQUE ESSO SIA.





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